Ciliegine
Mi ero riproposto di non farmi venire il sangue amaro ma non riesco a resistere. A mettere la ciliegina sulla torta sulla questione di Domenico Riso arriva oggi Francesco Merlo che dalle pagine di Repubblica ci da l’ennesimo saggio di cosa sia oggi il giornalismo in Italia. Sull’articolo è nata anche un’interessante discussione su Tom dove ho cercato di argomentare in merito alla presa di posizione di Paolo Colonna.
Le questioni principali sono ancora una volta due: in base a cosa i giornalisti decidono cosa sia rilevante inserire in una notizia e la visione che viene immancabilmente proposta dell’omosessualità.
Prima questione, che attiene principalmente a quanto scrive Paolo Colonna(*): mi sembra che le centinaia di notizie di cronaca, che talvolta l’informazione nostrana pompa al fine di usarle come armi di distrazione di massa, ci raccontino un dato di fatto: quando in una tragedia rimangono coinvolte persone fra le quali intercorre un qualsiasi tipo di relazione come prima cosa i media la raccontano, e fin qui non c’è nulla di assurdo. Così una famiglia di due genitori e due figli non diventano “un uomo ed una donna accompagnati da un bambino” esattamente come una coppia di fatto etero analoga a quella della tragedia sarebbe stata raccontata come “un uomo col la sua compagna ed il figlio di lei”, non certo come “un uomo con un’amica ed ilf iglio”. A completare il quadro é il modo in cui i giornalisti non si fanno scrupolo, tantomeno di fronte a tragedie, a scavare nella vita privata della gente ad arrivare, e di questo son stato personalmente testimone, talvolta quasi ad ordinarti cosa sarebbe meglio che tu dicessi ed a testimoniarlo ci sono molto banalmente i vari Cogne, Garlasco, Perugia e via dicendo, quindi la grande preoccupazione del signor Merlo – che dovrebbe spiegare perchè non è mai arrivata una smentita al 90% delle notizie di cronaca riguardanti gay e d imputate al torbido ambiente omosessuale o cosa ce ne freghi di interi servizi montati su tuffatori o centometristi gay presenti alle olimpiadi – per la privacy del prossimo genera quantomeno un moto di ilarità.
Ma analizzando anche solo superficialmente quanto scritto nell’articolo appare qualcosa di seriamente agghiacciante che non è nè più nè meno che la chiave dell’intera vicenda: Francesco Merlo, esattamente come il mediocre italiano medio a cui i mezzi di comunicazione devono adattarsi per poter dare in pasto i propri prodotti, è convinto che essere gay o essere lesbica attenga semplicemente a questioni di letto e non mette assolutamente in conto che esistono, perchè cari miei esistono, dei modi di sentire, di vivere, di relazionarsi ed amare, delle famiglie, delle dinamiche relazionali che non si concludono necessariamente in una scopata, almeno né più nè meno frequentemente di quanto non avvenga a qualsiasi eterosessuale. Ed il risultato finale di questa faccenda son molto ben più gravi della stesura di articoli in palese contraddizioni, frutto di un copiacopia generale e martoriati di ridicoli omissis. Questo significa negare la possibilità che due persone omosessuali possano costruire una vita ed una famiglia insieme. Pregherei il signor Merlo di aggiornare il suo dizionario in merito prima di parlare di notizie pompate e reazioni eccessive. Perchè se non è omofobia questa…
(*) A chi sostiene che quello di Domenico Riso sia stato un outing post mortem vorrei far notare che una persona che vive alla luce del sole col compagno ed il di lui figlio e che ha avuto ospite il cugino, cosa che esclude che la famiglia fosse allo scuro della cosa, difficilmente si stava nascondendo; a chi sostiene inoltre che è solo la famiglia ad avere il diritto di decidere se divulgare o meno certe notizia invece che, fino a prova contraria, il cugino in questione, la persona che di fatto ha reso nota la cosa, farà pur parte di questa famiglia.
