Continuiamo così
Dopo tanti giorni di campagna elettorale è arrivato il giorno del congresso provinciale Arcigay Roma e l’assemblea ha riconfermato, per 145 voti su 176, Fabrizio Marrazzo ed il suo gruppo alle cariche.
Ho partecipato insieme ad altri illustri rivoluzionari da tastiera, Andrea, Federico, Guido, nonchè Q, come non è ruscito ad esimersi dal ricordare Aurelio Mancuso che non posso che ringraziare per la citazione durante il discorso d’apertura dei lavori, che non può che significare che certi messaggi siano arrivati a destinazione, e per l’onore di riconoscerci come interlocutori. Si sa che i froci son capaci di creare delle reti che i social networks si sognano e naturalmente chiamati al rapporto tanti lesbo-gay più o meno illustri, dai proprietari di alcuni “circoli ricreativi” a diversi bloggers celebri, più o meno velati ed altr gay stars televisive o da cruising. Mi ha fatto piacere anche incontrare Andrea che ha sciolto i miei recenti dubbi sul dovuto interesse del Mario Mieli riguardo quanto accada in Arcigay. Non sono stati avvistati, ma spero di esser smentito, rappresentati del DGP. Perchè invece un membro di GayLib voti ad ad un congresso Arcigay è un bel mistero.
Pare comunque che questo sia stato il congresso più partecipato che Arcigay Roma abbia mai avuto. Ora vorrei far notare che il numero di votanti è stato di 176 ai quali sono da aggiungere gli uditori. Peccato che Arcigay nella sola provincia di Roma ogni volta sventoli i suoi abbia circa 16000 iscritti, quindi sarebbe il caso che Mancuso prima di vantare la cosa notasse che dei numeri di questo congresso non ci sia assolutamente nulla di cui vantarsi.
Una cosa di certo non stupisce: le modalità agghiaccianti in cui si è svolto questo congresso. Certo le premesse, con un’informazione quasi del tutto assente, regolamenti non chiari, modalità di accesso al congresso stesso che cambiano in corsa ed impossibilità di rinnovare la tessera al congresso stesso (salvo poi venire a sapere che si potevafare fino al giorno prima, nonostante non fosse stato reso chiaramente noto) non erano un buon biglietto da visita per chi, pur non avendo di certo brillato finora in merito, ha fatto della trasparenza e della capacità di comunicazione (e forse qui certi “rivoluzionari da tastiera” avrebbero qualcosina da insegnare) uno dei cavalli di battaglia nel proprio discorso. Deve dunque forse stupire che in una segreteria evidentemente al servizio della dirigenza riconfermata e molto meno dei soci e troppo intenta a lasciare intasare l’indirizzo di posta elettronica con inutili accrediti di partecipazione al congresso, nessuno, stavolta, ammettiamolo pure, sconcertantemente a metà delle colpe con la Pezzoli, si sia accorto che due dei candidati al direttivo per la lista della stessa avessero una scheda registrata fuori Roma, cosa che avrebbe inevitabilmente invalidato la partecipazione di Federica e del suo gruppo?
Marrazzo ha ovviamente magnanimamente chiesto all’assemblea di proseguire comunque con le votazioni. Sarebbe stato intressante capire chi nel caso di vittoria di Federica, avrebbe occupato queiposti nel direttivo dal momento che il sistema decisamente maggioritario di quest’elezione prevede che la maggioranza assegni la totalità dei posti del direttivo. Ma la cosa più scandalosa è stata a mio parere il fatto che dopo l’introduzione di Mancuso e l’intervento di Marrazzo in veste di presidente uscente si stava per procedere alle votazioni senza che anche Federica avesse parlato. Ora le più elementari norme della democrazia e della parcondicio si applicano persino alle elezioni scolastiche. Capisco che per quetsioni di tempo non era possibile rimandare le votazioni ma sarebbe allora stato forse opportuno aprire il congresso la mattina per evitare che i candidati facessero comizi proprio mentre le persone votavano. Il tutto si è svolto con un continuo clima da mercato/stadio/programma di Maria de Filippi old style: uno prendeva la parola e due o tre matte a turno gli urlavano dietro e uscivano dalla sala. Sorvoliamo pure sul miracolo della “moltiplicazione degli accrediti” (ma scusate, non siamo ciechi) e sugli annunci in stile cassiera alle ultime persone che dovevano votare. Direi che non ce n’era decisamente bisogno.
“Essere visibili per incidere” uno dei motti di Marrazzo. “In questi anni abbimo incontrato le persone giuste“. Non ce n’eravamo accorti eh. E ancora Mancuso, dopo l’attacco della Pezzoli che ha fatto notare, come ha fatto già Andreas nei giorni scorsi, come la registrazione di domini quali gaydem e gayleft siano legati a personaggi del mondo Arcigay, ha dichiarato che ad Arcigay nessun socio è tenuto a dichiarare d’aver la tessera di un qualche partito. Peccato che Fabrizio Marrazzo negli ultimi sette anni non sia stato esattamente un socio qualsiasi ad Arcigay Roma e se un’associzione a cui sono iscritto dovesse essere in qualche modo (in questo caso in un modo ormai del tutto evidente) in contatto con un partito politico e seguirne le linee credo di averne il diritto per poter scegliere eventualmente d’agire di conseguenza. Ed è il caso di dire in tutto e per tutto…complimeni per la trasparenza!
Ci sarebbe ancora tanto da dire…sul pride di Genova 2009, sull’Europride sulla tanto sbandierata nuova sede a Testaccio ma a quanto pare avremo ancora un pò di tempo e certamente modo di occuparcene.
Nel frattempo si sappia che chi si nasconde dietro certe tastiere si aspetta ben altre rivoluzioni. Ma soprattutto che é molto spesso vigile attento, ora più che mai. A buon intenditor…
Edit: potete leggere gli interessanti resoconti ma soprattutto i commenti che ne son seguiti che la dicono davvero lunga sui blog di Federico e Guido.
