Assicurare un prestito personale: conviene?

prestiti personali e la loro assicurazioneLe compagnie assicurative negli ultimi anni hanno ampliato di gran lunga il numero delle loro offerte, arrivando ad assicurare beni o servizi che, fino a qualche tempo fa, non erano contemplati come meritevoli di tale forma di tutela. Uno degli ultimi prodotti sul quale esse hanno riposto la loro attenzione sono i prestiti personali.

Cosa significa assicurare un prestito personale?

All’atto di stipula dei prestiti personali, sempre più spesso, viene richiesta la sottoscrizione di un’assicurazione in modo da tutelare chi richiede il prestito e la finanziaria che offre il prodotto. Nel caso in cui si decidesse di sottoscrivere tale polizza, la compagnia assicurativa interverrà a favore del cliente qualora quest’ultimo non riuscisse a onorare alcune rate.
Alcune compagnie assicurative richiedono un premio anticipato a copertura del servizio. Attualmente la polizza più sottoscritta è la CPI (Credit Protection Insurance), una forma di assicurazione pagata insieme al prestito mensilmente, al fine di non incidere in modo esagerato sul costo finale del finanziamento. Questo tipo di polizza prevede: la possibilità di assicurare fino a 4 persone per ogni prestito, il premio vincolato e garanzie in caso di morte, invalidità permanente o temporanea e perdita dell’impiego lavorativo.

Quando conviene assicurare un prestito personale

Prima di sottoscrivere una polizza assicurativa a tutela del prestito personale che è stato richiesto alla banca, il cliente dovrebbe esaminare con cura la propria situazione personale ed economica. L’interessato è, infatti, il solo in grado di capire se esiste davvero il rischio di non riuscire a pagare tutte le rate del finanziamento e, nel caso in cui vi fosse, quanto è grande. La riflessione principale da fare, per decidere se assicurare un prestito personale, riguarda senza dubbio il lavoro svolto dal cliente: un lavoratore dipendente, di norma, è più tutelato rispetto a un lavoratore autonomo. Se l’azienda o l’ente per il quale il beneficiario lavora non va incontro a fallimenti inaspettati, si presume che esso possa fare affidamento su un’entrata economica fissa e sicura e che non abbia la necessità di una polizza assicurativa. Per il lavoratore autonomo, invece, il discorso è differente. Se gli accordi con i suoi clienti non vanno oltre i due anni successivi, il consiglio è quello di prendere in considerazione la possibilità di una polizza che garantisca ai prestiti personali richiesti un po’ più di serenità.

Immagine di: svort – fotoliaSimilar Posts:

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