Italiani a caccia di ville all’estero: il mercato del lusso non vede la crisi

Il mercato del lussoCome aspettato da molti analisti economici e di mercato, tra i vari ambiti del commercio il polo del lusso non è tra quelli colpiti dalla crisi economica. La dimostrazione arriva grazie alla segnalazione di un’analisi effettuata da Immobiliare.it e Luxuryestate.

La crescita del polo del lusso

La rilevazione effettuata da Immobiliare.it e Luxuryestate evidenzia come il settore immobiliare di lusso abbia visto una crescita effettiva del 2% di media stagionale, con picchi vicini al 10%. Tra i paesi oggetto del rilevamento, oltre la Russia, proprio due dei più colpiti dalla crisi economica europea: l’Italia e la Grecia.

Il successo dell’immobile di lusso

Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it spiega questi dati, per molti versi sorprendenti, con la fuga dei capitali all’estero portata avanti dai cittadini abbienti di stati che versano in difficoltà economiche rilevanti: per questo non deve stupire che paesi in difficoltà estrema come l’Italia e la Grecia riescano a mantenere un attivo proprio sul polo del lusso. Questo spostamento di capitali non è necessariamente dovuto a tentativi di evasione fiscale ma, soprattutto, al desiderio di questi cittadini di mettere al sicuro il proprio denaro dalle norme di austerity caratteristiche di questo momento storico nei paesi dell’euro-zona in particolare difficoltà.

La crisi del mercato immobiliare

Il polo del lusso quindi si pone in perfetta controtendenza rispetto a tutti gli altri mercati nazionali di Grecia e Italia. Nel nostro paese, ad esempio, l’Agenzia del Territorio ha evidenziato un calo della compravendita di immobili del 26,8%. Un crollo estremamente grave per l’industria di settore, tanto da rappresentare un segnale estremamente drammatico per tutti coloro che lavorano in questo genere di mercato. Più di 350mila persone hanno, infatti, perso il proprio posto di lavoro nel settore edile e del mercato immobiliare a causa di questa recessione devastante. Naturalmente un ruolo importante lo gioca anche la nuova tassa sugli immobili, l’Imu, spauracchio di piccoli risparmiatori e di chi vorrebbe accedere ad un mutuo per acquistare una casa. Sono dati che segna lo spropositato distacco tra la fascia media della popolazione (quella che subisce austerity e difficoltà di ogni genere) e le classi abbienti che, evidentemente, non risentono della crisi o riescono a permettersi gli escamotages necessari per non incorrere nelle stesse misure di austerità riservate alla stragrande maggioranza della popolazione.

Immagine: Pierre-André Doriot – Fotolia
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