Perché bere il caffè decaffeinato

Le buone qualità organolettiche del caffèIl caffè non fa bene solo alla mente, ma anche al corpo. La bevanda più amata dagli italiani, con i suoi mille elementi chimici che la compongono, svela proprietà inaspettate ai ricercatori di tutto il mondo.

Le buone proprietà del caffè

Bere una tazzina di caffè è un gesto così comune e ricco di significato da assumere le caratteristiche di un rito nazionale: la pausa caffè è il momento in cui ci rilassa brevemente, si interrompe lo stress quotidiano, si conversa e si riflette. È noto come il gesto di prendere un caffè insieme sia simbolo di negoziazione, di uno scambio di idee, di un momento di socialità informale. Davanti a una tazzina di caffè si suggellano patti commerciali e accordi diplomatici. Quanto è risaputo da un punto di vista sociologico, è stato recentemente confermato dalla scienza: secondo i ricercatori dell’Università del Queensland guidati da Pearl Martin, infatti, la caffeina aumenterebbe la capacità delle persone di cambiare il proprio punto di vista e di capire meglio quello degli altri.
Il caffè contiene molte altre molecole che hanno proprietà benefiche, tra cui gli antiossidanti che combattono l’invecchiamento. Inoltre, la Harvard School of Public Health ha scoperto che il caffè ridurrebbe il rischio di cancro alla prostata, contiene molecole che allontanano il rischio di contrarre il diabete di tipo 2, aiuta a combattere la depressione, mentre l’Università di Lund ha evidenziato come riduca il rischio di cancro al seno.

Come si ottiene il caffè decaffeinato

La caffeina non è contenuta solo nel caffè, ma anche in altri sessanta tipi di piante, come il guaranà, il cioccolato, le piante di cola e il the. Per diminuire la quantità di caffeina in questi prodotti si usano metodi molto simili. In ogni caso, non è possibile eliminare del tutto in modo artificiale la caffeina dai chicchi di caffè: l’unico tipo di caffè decaffeinato naturalmente, ma ricco di tutte le buone proprietà del caffè, cresce in Etiopia. Si tratta della nuova varietà Coeffee Charrierana, che sarà presto disponibile sul mercato.

Un cappuccino decaffeinato
Il caffè decaffeinato, dunque, mantiene tutte le caratteristiche organolettiche della bevanda, se la procedura di decaffeinizzazione è eseguita correttamente. A definire il migliore processo di decaffeinizzazione hanno lavorato a lungo gli esperti del reparto Ricerca e Sviluppo della Lavazza, che applica nella sede di Pozzilli la lavorazione con la CO2 supercritica: esso agisce sul caffè in modo del tutto naturale e salutare, conservando le caratteristiche organolettiche. Quando le condizioni di pressione e temperatura sono molto alte e l’anidride carbonica arriva allo stato supercritico, a metà tra quello liquido e quello gassoso, riesce a legarsi selettivamente alla sola caffeina, estraendola senza danni per gli elementi aromatici del caffè.
I chicchi sono perciò prima inumiditi con il vapore acqueo e poi immersi in anidride carbonica. A questo punto si aumentano temperatura e pressione, fino a quando l’anidride carbonica arriva a uno stato tra gassoso e liquido, chiamato appunto stato supercritico. La CO2 estrae così la caffeina dai chicchi, in modo del tutto salutare e senza comprometterne le qualità. Il caffè decaffeinato arriva a contenere meno dello 0,1% di caffeina, in confronto all’1,5% di quello non trattato. Per ulteriori particolari sul processo di decaffeinizzazione e di lavorazione dei chicchi di caffè, invitiamo a visitare questa pagina.

Immagini: Ella M. Klomann – Fotolia; www.lavazza.com
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